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Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA)


le origini

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Il 18 gennaio 1872, Vittorio Emanuele II, da poco più di dieci anni Re d’Italia, su proposta del Ministro dell’Agricoltura Stefano Castagnola, firmava in Roma, capitale da 16 mesi, il decreto che istituiva la Regia Stazione Enologica Sperimentale di Asti.

All’atto della firma esistevano già 8 stazioni sperimentali, tutte istituite nel biennio 1870/71 con ordinamento analogo, per quanto si riferiva ai compiti scientifici e operativi, alle già operanti Landwirtschaftlichen Versuchs-Stationen tedesche. A  partire dal 1878 quando venne soppressa l’analoga Stazione di Gattinara sino al 1929 quando venne fondata la Stazione di Viticoltura ed Enologia di Conegliano, quella di Asti fu l’unica Stazione sperimentale a carattere enologico operante nel nostro paese.

Come si può ben vedere, di fatto, l’enologia della penisola fin dall’unità, realizzata poco dopo la metà dell’800, ha sempre avuto nell’attività tecnico-scientifica della Stazione, prima, e dell’Istituto, poi, un testimone di riferimento. Certo l’attività della Stazione, in un epoca in cui Pasteur aveva terminato gli studi sul vino da 6 anni appena, era ben diversa dall’attuale e si volgeva ad ogni aspetto della viticoltura e dell’enologia. Una mole di lavoro notevole cui doveva far fronte il personale che l’organico prevedeva costituito da un direttore, un assistente e un inserviente.
La reggenza della neonata Stazione venne affidata all’ing. Enrico Grassi assistito dal dottor Ippolito Maccagno. Grassi, lombardo, studiò a Pavia, si perfezionò in Germania e condusse studi di chimica agraria: nominato di ruolo nel 1874, morì appena trentenne l’anno successivo. Pur avendo diretto la Stazione per meno di un triennio riuscì a organizzarne l’attività e ad avviare dei programmi di applicazione della chimica analitica all’enologia.



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